A pinpoint landing

Sebbene coronata da successo la missione Apollo 11 con il primo allunaggio completato, qualcosa non soddisfaceva completamente la NASA: l’allunaggio era avvenuto a 4 miglia di distanza dal luogo previsto e questo errore era stato causa di grossi grattacapi per Armstrong e Aldrin (nonchè di scene comiche al Controllo Missione mentre si cercava di capire dove effettivamente si trovasse Eagle , il LEM di Apollo 11).

Il problema principale per ottenere un pinpoint landing (un allunggio preciso sull’obiettivo predefinito) risiedeva nell’incapacità di valutare correttamente l’orbita del modulo lunare durante la fase di discesa sulla superficie a causa delle imprevedibili (e difficilmente modellizzabili) irregolarità del campo gravitazionale lunare.

Uno degli ingegneri specializzati nella navigazione, Emil Schiesser suggerì di sfruttare l’effetto Doppler: l’effetto per cui si determina un apparente cambiamento nella frequenza di un segnale caratterizzato da un andamento a forma d’onda allo spostarsi della sorgente del segnale stesso (il motivo per cui il suono della sirena di un treno sembra diventare più acuto a mano a mano che il treno si avvicina e sempre più greve all’allontanarsi dello stesso). Essendo il LEM in comunicazione radio con le stazioni di ricezione sulla Terra ed essendo il segnale radio per sua natura un segnale  a forma d’onda, era possibile sfruttare l’effetto Doppler per determinare esattamente la sua posizione. 

Restava da capire il sistema migliore di correggere il sistema di guida del LEM una volta determinata lo posizione e l’orbita in modo corretto col nuovo sistema: dopo aver scartato l’idea di far inserire agli astronauti durante una fase così delicata della missione le nuove coordinate (sarebbero occorse 7 operazioni di inserimento dati nel computer di bordo) un’altra idea semplice ed ingegnosa venne proposta.

Apollo12 and Surveyor

Apollo12 and Surveyor

Anziché aggiornare la posizione del LEM, bastava comunicare che il sito previsto per l’allunaggio era stato cambiato: per esempio se la posizione derminata indicava che il LEM sarebbe atterrato ‘corto’ di 800 metri, si aggiornava il sistema di navigazione indicando che il sito di allunaggio era stato spostato 800 metri avanti! In questo modo il sistema di navigazione ricalcolava il profilo della discesa.

Ancora una volta una soluzione semplice e brillante ad un problema complesso.

La soluzione fu sviluppata a tempo di record e utilizzata da Apollo 12 per poter atterrare a distanza di passeggiata spaziale dal Surveyor (una sonda automatica spedita sulla Luna circa due anni prima e di cui si volevano recuperare delle parti per studiare il deterioramento dei materiali dopo un periodo di tempo passato nell’ambiente spaziale).

E funzionò perfettamente come si vede nella foto qui riprodotta che ritrae Pete Conrad accando al Surveyor e il LEM sullo sfondo.

Quando chiesero a Neil Armstrong quale persona avesse spiccato per talento ed abilità nel progetto Apollo non ebbe dubbi a nominare Emil Schiesser “Voterei sempre per Emil!”

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...