Trasportare un razzo (2) – Via Mare

La chiatta Palaemon

Pochi sono al corrente della misura delle operazioni navali della NASA. I percorsi via acqua comprendevano rotte nell’Oceano Pacifico ed Atlantico, e richiesero una negoziazione per il transito dal Canale di Panama, il Golfo del Messico e le Intracostal Waterway (una serie di canali navigabili lungo le coste americane). Queste rotte richeidevano parecchio tempo, ma erano la maniera migliore di trasportare gli stadi più grandi dei vettori Saturn (S-I, S-IB, S-IC ed S-II). E non bisogna trascurare la parte di navigazione sulle acque interne, canali e fiumi, utilizzata principalmente per spostare gli stadi tra la costa del Golf del Messico, dove si trovavano la fabbrica di Michoud e la Mississippi Test Facility (MTF), e Huntsville (sede dell’MSFC).

Il primo veicolo ad essere stato utilizzato dal Marshall Space Flight Center fu la Palaemon, una chiatta della Marina modificata. Questa chiatta era lunga 79 mt ed aveva due ponti. Apparteneva alla classe YFNB e venne utilizzata nel corso della Seconda Guerra Mondiale come centro di manutenzione e rifornimento, principalmente per le operazioni nel Pacifico. Il ponte inferiore era occupato dagli alloggi del personale, la cucina, l’officina e la sala generatori (con due generatori diesel). La NASA lasciò questa parte praticamente intatta e modificò il ponte superiore: questo venne rinforzato aggiungendo una serie di traversine in grado di reggere il notevole peso dei primi stadi dei Saturn e venne realizzata una copertura protettiva. A prua si trovava l’area operativa (su due livelli) per i 10-12 membri dell’equipaggio, inclusa la sala radio e quella di navigazione.

Per quanto riguarda la propulsione l’Ufficio Logistico dell’MSFC si appoggiò a società di commercio marittimo come la Mechling Barge Lines Inc. di Joliet, Illinois. Il loro rimorchiatore Bob Fuqua, rivestì un ruolo significativo nel programma, a partire dal viaggio inaugurale della Palaemon: la spedizione da Huntsville a Cape Canaveral del primo S-I. Solitamente rimorchiatori come il Bob Fuqua spingevano le chiatte ma in questo caso la grossa struttura metallica a protezione dello stadio non permettava la visibilità frontale: fu necessario utilizzare la sala di navigazione del Palaemon e da qui controllare remotamente il rimorchiatore. Questa procedura venne verificata nel 1961 in un bacino di prova sul fiume Tennessee con il Palaemon caricato di un simulacro dello stadio e l’equipaggio (pilota e capitano) dovette imparare nuove tecniche per manovrare chiatta e rimorchiatore.

Il porto di Michoud

Un altro notevole vantaggio del Bob Fuqua era la sua capacità di navigazione in mare e la Machling aveva le autorizzazioni per portare la Palemon direttamente di porto in porto dai moli del Tennessee, giù lungo il Mississipi, attraverso il Golfo del Messico, e poi lungo la costa Atlantica fino al Cape. Come detto all’inizio, seguendo questa rotta vennero utilizzati lunghi tratti delle Intracostal Waterways.

Dopo aver lasciato il fiume Mississipi, le due imbarcazioni percorrevano la Gulf Intracoastal Waterway fino a St. George Sound in Florida; da qui seguivano il Golfo del Messico fino a San Carlos Bay (vicino a Ft. Myers, Florida); qui imboccavano l’Okeechobee Waterway, che attraversava la Florida fino a spuntare a Stuart, sulla costa Atlantica. Qui imboccavano la Florida Intracoastal Waterway fino al Cape Canaveral Barge Canal, il porto a loro dedicato al Cape. Il viaggio completo da Huntsville era lungo 3500 Km e richiedeva 10 giorni; grazie alle Intracoastal Waterway solo 452 Km venivano percorsi in mare aperto e sempre a non più di 80 Km da un porto riparato lungo la costa.

L’equipaggio era solitamente composto dal 12 persone: 5 erano dipendenti della Mechling ed erano responsabili della gestione della chiatta e del rimorchiatore. I rimanenti membri dell’equipaggio erano persone della NASA al seguito dello stadio più un coordinatore, responsabile di tutte le operazioni. Il ritmo tranquillo della ‘crociera’, la buona disponibilità a bordo di amenità, docce e alloggi con aria condizionata attiravano molte figure di alto livello dell’MSFC, che cercavano una buona scusa per imbarcarsi.

Il viaggio inaugurale della Palemon si svolse nell’Aprile 1961. Il suo carico era un simulacro dell’S-IV per il volo di test SA-1 più un serbatoio riempito d’acqua per simulare complessivamente misura e peso di un S-I. Il personale all’MSFC e al Cape verificarono tutte le procedure per la movimentazione dello stadio e del relativo Transporter. Il viaggio di ritorno si svolse in Maggio, in tempo per la prima vera missione operativa: il trasporto di un altro simulacro dell’S-IV e del vero S-I da utilizzarsi per SA-1 (che aveva appena completato i test statici di accensione e la verifica finale a Huntsville.

Il 2 Giugno 1961, la chiusa della Wheeler Dam sul fiume Tennessee collassò, bloccando tutto il traffico navale. La programmazione dei lanci era in pericolo; data l’altissima priorità del programma spaziale, venne costruita a tempo di record una strada per aggirare la chiusa. Ma occorreva un’altra chiatta: l’MSFN la richiese alla Marina, e questa ne recuperò una dalla “mothball fleet” (la “flotta in naftalina”) a Pensacola. L’MSFN applicò il minimo delle modifiche necessarie al trasporto e la ribattezzò Compromise. La Palaemon partì il 5 Agosto 1961 da Huntsville, raggiunse la Wheeler Dam e qui venne effettuato il trasbordo sulla Compromise, che proseguì il viaggio fino a raggiungere il Cape il 15 Agosto, esattamente in 10 giorni. Successivamente vennero completati i lavori di adattamento della Compromise; la NASA decise a quel punto di ribattezzarla Promise.

Occasionalmente gli stadi dei vettori Saturn I, Saturn IB e Saturn V o alcune loro parti, che necessitavano di ulteriori test o lavorazioni, effettuavano i loro viaggi sui fiumi Mississipi e Tennessee a bordo di regolari chiatte commerciali.

La USNS Point Barrow

Per trasportare gli stadi S-IV ed S-IVB dalla costa occidentale ad Huntsville e poi al Cape, la NASA inizialmente fece affidamento su navi cargo oceaniche. Ma il grosso stadio S-II richiedeva un trattamento specializzato, poichè non poteva essere sistemato nei confini delle stive o del ponte superiore di un cargo. Nel Dicembre 1963, la NASA prese accordi con il Military Sea Transport Service per utilizzare la USNS Point Barrow, una LSD (Landing Ship, Dock) della Marina che era stata utilizzata parecchie volte per missioni in ambiente artico. A partire dal 1964, la Point Barrow trasportò gli S-IVB e gli S-II sotto una copertura protettiva sul retro della nave.

La rotta percorsa prevedeva l’utilizzo del Canale di Panama: dopo averlo attraversato la nave cargo si dirigeva verso l’MTF per i collaudi oppure direttamente al Cape. Se per qualche ragione era necessario far arrivare lo stadio all’MFSC, veniva effettuato il trasbordo su una delle chiatte, che provvedeva poi a risalire il Mississippi.

La Pearl River

Altri vascelli vennero utilizzati dalla NASA in quegli anni, tra cui la USNS Taurus e la YFNB Poseidon. La prima era una nave simile alla Point Barrow e venne utilizzata per il trasporto degli S-II ed S-IVB tra l’MTF e il Cape. La Poseidon era invece una chiatta molto grossa utilizzata per il trasporto dell’S-IC tra MFT, MSFC e il Cape. Per la breve tratta tra gli stabilimenti di Michoud e l’MTF vennero impiegate le chiatte Little Lake e Pearl River: erano sprovviste di copertura (gli stadi venivano direttamente eretti sulle torri utilizzate per i test) ed essendo sprovviste di una sala di navigazione fu necessario innalzare quella dei rimorchiatori su una struttura simile a quella delle postazioni di avvistamento incendi. Altre navi si trovano di stanza sulla costa occidentale per movimentare gli S-IV ed S-IVB. Infine 7 chiatte dotate di serbatoi erano preposte al trasporto di 875000 litri di idrogeno / ossigeno liquido e facevano la spola tra New Orleans e l’MTF per il rifornimento degli stadi sottoposti ai test.

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4 Risposte a “Trasportare un razzo (2) – Via Mare”

  1. FeFeSOfT Dice:

    Allora la prossima settimana mi aspetto: “trasportare un razzo (3) – via aria”!… :-)

    Sempre in attesa del 26 … ;-)

    Salutoni e buona settimana

  2. raghnor Dice:

    Accidenti non ti si può nascondere nulla :) Vediamo se sai anche dirmi chi sarà il protagonista principale della settimana prossima … non è difficile.

    Il 26 Luglio? Perchè?! E’ successo qualcosa ?!?! ;)

  3. FeFeSOfT Dice:

    Sarò breve per non rubarti il lavoro :

    Guppy :-)

    E per saluto: “man must explore” :-D

  4. raghnor Dice:

    Bravo! 10 e Lode ;)

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