Le Missioni: Apollo 7

Con questo post inizio una nuova serie dedicata alle singole missioni. Un post un pò tecnico con qualche dettaglio sugli obiettivi della missione, l’equipaggio, le attività uniche della missione, le ‘prime volte’ e non mancherò di aggiungere qualche curiosità.

Data: 11 Ottobre 1968, 11:02:45am EST (Ora della Costa Est, USA)

Launch Pad: Pad 34

Equipaggio: Walter Schirra, Jr. (Comandante, CMR), R. Walter Cunningham (Lunar Module Pilot, LMP), Donn F. Eisele (COmmand Module Pilot, CMP)

Highlights: Primo volo di un razzo Saturn I-B con equipaggio, Primo volo di un CSM Block II, Primo volo di un CSM con equipaggio, Primo volo di 3 astronauti americani nella stessa capsula,  Prima trasmissione televisiva americana dallo spazio.

Mission Patch
Apollo 7 Liftoff

Apollo 7 Liftoff

Apollo 7 fu la prima missione del progetto Apollo con equipaggio (dopo l’incendio di Apollo 1 il progetto proseguì con la riprogettazione di un rinnovato Modulo di Comando e Servizio, definito Block II e  una serie di missioni senza equipaggio per verificarne il funzionamento). Decollò dal Pad 34 (lo stesso dell’incendio di Apollo 1) alle 11:02:45am EST dell’11 Ottobre 1968. La giornata era calda ma un piacevole brezza mitigava il calore.

Tutto andò bene: il primo stadio funzionò perfettamente per 2 minuti e 25 secondi, lasciando poi il posto al secondo stadio che si pose in un’orbita ellittica intorno alla terra (140 x 183 miglia).

Il CSM venne sganciato dopo un’orbita e mezzo e venne simulata la manovra di estrazione del Modulo Lunare dallo stadio del razzo Saturno (manovra diventata poi routine per i voli successivi): il CSM veniva ruotato di 180 gradi e fatto riavvicinare per poter agganciare il modulo lunare. Ovviamente non c’era nessun Lem ad attendere Apollo 7 (il Saturn I-B non sarebbe nemmeno riuscito a staccarsi da terra con quel peso supplementare). La manovra fu ripetuta il giorno successivo dopo aver allontanato il CSM ad una distanza maggiore.

L’altra serie di test (critica) fu quella relativa all’utilizzo dell’SPS (Service Propulsion System), il motore del CSM. Vennero simulate 8 accensioni di durata variabile tra 0.5 e 67.6 secondi, tutte effettuate con successo. Si trattava di un risultato ottimo: l’SPS era uno dei pochi sistemi non ridondanti del CSM. Se avesse fallito durante un volo translunare, non ci sarebbe stato modo di riportare a casa gli astronauti.

Apollo 7 Crew

Apollo 7 Crew

Al momento di testare la prima volta l’SPS, gli astronauti furono sorpresi dalla accelerazione impressa; Schirra esclamò uno “Yabadabadoo” come Fred Flintstone. Eisele comemntò poi: “Non sapevamo esattamente cosa aspettarci, ma sicuramente ottenemmo piu’ di quanto ci aspettassimo”.

La missione durò 10.8 giorni: più della durata di un viaggio andata e ritorno dalla Luna. A parte alcuni piccoli malfunzionamenti, tutto funzionò come da programma.

Gli inconvenienti vennero dal sistema di climatizzazione (i ventilatori per il ricircolo dell’aria erano molto rumorosi) e dagli oblò (3 su 5 divennero presto parzialmente annebbiati perchè non perfettamente sigillati).

Inoltre già il primo giorno di volo, Schirra prese il raffreddore, seguito a breve distanza da Cunningham ed Eisele. Ciò nonostante fu programmata l’esecuzione di un programma di test alquanto vasto – si trattò in fondo della prima missione di un nuovo tipo di veicolo spaziale – fatto che causò non poca polemica e fu oggetto di forti divergenze tra direzione di volo ed equipaggio. Il fatto che la secrezione nasale non scolasse verso il basso autonomamente a causa dell’assenza di gravità, obbligò gli astronauti a pulirsi il naso continuamente. Pertanto, con largo anticipo sulla data di rientro della missione, gli astronauti iniziarono ad insistere sul fatto di voler eseguire la manovra di rientro senza indossare gli appositi guanti ed il casco della tuta spaziale. Motivarono tale insistenza con la paura che l’enorme pressione che viene a crearsi durante questa fase, avrebbe potuto causare lo scoppio dei loro timpani. Solo dopo lunga ed accurata discussione, la NASA si piegò alla pressione degli astronauti e consentì di svolgere la manovra accogliendo la richiesta.

La missione si rivelò un grande successo e rilanciò il programma. Con esso anche la possibilità di riuscire a realizzare la missione assegnata alla NASA e al paese tutto da un giovane Presidente visionario.

Altri dettagli sulla missione si possono trovare in questo post di aggiornamento.

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Una Risposta to “Le Missioni: Apollo 7”

  1. Il 22 ottobre 2010 ero a Chiasso per la conferenza di Charlie Duke e gli organizzatori mi hanno riferito che Walter Schirra, comandante di Apollo 7 aveva origini ticinesi. Suo nonno paterno era emigrato nei primi del ‘900 da un paesino chiamato Loco. Walter o come amava farsi chiamare “Wally” venne in visita negli anni ’70 per essere festeggiato dalla “sua” gente. Ancora oggi visitando il paese, vi capiterà di vedere le foto di Schirra appese nei ristoranti o nei bar. Il sindaco attraverso l’organizzatore del meeting, mi ha invitato ad organizzare una commemorazione magari invitando Walter Cunnigham, spero di riuscirci, Wally se la merita tutta!

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